Psicologo Psicoterapeuta a Cagliari

Specializzata in psicoterapia individuale e di gruppo

 

Dott.ssa Benedetta Mulas

Via Mameli 49, Cagliari

Tel. +39 349 66 03 960

Psicologo, psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista: quali differenze?

Sei in: Raccolta di Articoli di Psicologia Psicoterapia


La moderna definizione di salute intesa come una condizione di benessere fisico e psichico sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare, che coinvolga professionisti esperti sia sul versante organico che su quello mentale. Nonostante tali professionisti seguano un percorso formativo specifico che li abilita nello svolgere la propria specifica mansione, ad oggi quando si parla di salute mentale emergono spesso importanti dubbi circa il ruolo e l’iter di formazione che seguono le principali figure che operano nel settore quali psicologi, psichiatri, psicoanalisti e psicoterapeuti.

Chi è lo psicologo

Lo psicologo è un professionista che ha seguito un iter formativo di natura universitaria e pratica. Le norme attuali prevedono che per formarsi in tale senso sia necessario seguire corsi di laurea che prevedono più indirizzi. 

Questi ultimi spaziano dall’approccio più orientato al bambino a quello più centrato sull’adulto, passando per materie legate al marketing e ai contesti organizzativi, condividendo vari esami in comune di psicologia generale, sociale, dello sviluppo e di comunità. Superata la discussione della tesi triennale, si diventa dottori in tecniche psicologiche ma per l’abilitazione alla professione, ovvero per lavorare nel settore utilizzando gli strumenti propri dello psicologo, è necessario frequentare un ulteriore corso di laurea, definito magistrale o specialistico, seguito dalla discussione di una seconda tesi e da un tirocinio non retribuito della durata di un anno nel quale il giovane professionista può mettere in pratica quanto appreso durante l’iter formativo universitario. 

Per esercitare la professione di psicologo è necessario superare un esame di stato composto da quattro prove distinte e l’iscrizione all’albo che ne regolamenta l’attività secondo il codice deontologico e norme giuridiche che lo abilitano a compiere interventi di prevenzione, formazione, diagnosi, abilitazione e riabilitazione. Ciò gli consente di lavorare in ambito clinico o organizzativo, ad esempio nel settore della psicodiagnosi e della riabilitazione cognitiva o sociale o, nel secondo caso, delle risorse umane e della ricerca del personale.

Iter formativo e mansioni dello psichiatra

L’Enciclopedia Treccani definisce la psichiatria quale branca della medicina che studia i disturbi psichici o mentali, la loro natura e gli strumenti per provi rimedio. L’iter formativo da seguire per lavorare come psichiatra richiede innanzitutto la laurea in medicina e chirurgia, l’abilitazione professionale e l’iscrizione al rispettivo albo che ne regolamenta le norme sul piano etico e pragmatico. 

A seguito del corso universitario, che come nel primo caso include attività teoriche e pratiche, lo psichiatra deve completare un ulteriore corso di specializzazione post-lauream della durata di quattro anni. Al termine di questo percorso formativo è possibile definirsi medico specialista in psichiatria. Questa figura professionale è, contrariamente a quanto accade per gli psicologi, abilitata alla somministrazione di farmaci proprio grazie alle conoscenze acquisite nel proprio corso universitario nell’ambito della farmacologia e in particolare della psicofarmacologia, ambito di sua maggiore pertinenza. La legge italiana prevede che lo psichiatra possa inoltre essere automaticamente abilitato all’esercizio della psicoterapia previa annotazione nell’apposito elenco dell’Ordine professionale di appartenenza. 

Come avviene nel campo della psicologia, anche in questo caso è possibile elaborare una diagnosi clinica e pianificare un intervento mirato secondo vari modelli teorici di rifermento. In alcuni casi gli psichiatri che desiderano ampliare le proprie conoscenze per lavorare come psicoterapeuti seguono appositi corsi di formazione erogati da enti statali o privati. Non di rado psichiatri e psicologi, con o senza specializzazione in psicoterapia, collaborano su casi comuni occupandosi nel primo caso del trattamento farmacologico e, nel secondo, di quello psicologico ed emotivo.

Psicoterapeuta e psicoanalista: cosa cambia?

Lo psicoterapeuta è un professionista della salute mentale abilitato a svolgere tale mansione previo superamento di una scuola di specializzazione che solitamente prevede una durata quadriennale e un monte ore che, nel caso di iscritti laureati in medicina, risulta parzialmente ridotto. Possono accedere alla scuola di specializzazione in psicoterapia esclusivamente coloro in possesso della laurea quinquennale in medicina o psicologia e della relativa iscrizione al rispettivo albo professionale. Anche questo corso formativo prevede attività didattiche alternate a training di applicazione sul campo che prevedono tirocini presso strutture pubbliche o private. Al termine della scuola di specializzazione e della discussione della tesi finale psicologi e medici possono esercitare l’attività psicoterapica nei limiti di quanto previsto dall’ordine di appartenenza. La psicoterapia si configura come una relazione di cura, nella quale psicoterapeuta e paziente lavorano insieme portando avanti un percorso introspettivo che aiuti la persona a superare blocchi e conflitti interni che gli impediscono una qualità di vita piena e appagante e un buon equilibrio psicofisico. Gli psicoterapeuti devono operare rispettando quanto previsto dalla normativa professionale di riferimento, il codice deontologico, che, tra le altre cose, nel caso degli psicologi esclude la possibilità di somministrare farmaci. 

Infine, lo psicoanalista è un particolare tipo di psicoterapeuta. In precedenza abbiamo illustrato come psicologi e psichiatri possano seguire scuole ispirate a modelli di riferimento. 

Lo psicoanalista ha frequentato una scuola di specializzazione incentrata sulla psicoanalisi, approccio fondato sul contributo di Sigmund Freud e dei suoi eredi, primo tra tutti Carl Gustav Jung, i quali hanno dato vita a correnti diverse che si sono evolute nel tempo. A differenza di altri modelli che riservano al regolamento delle singole scuole la possibilità di intraprendere o meno una terapia personale per abilitarsi alla professione, lo psicoanalista è tenuto a sottoporsi a un’analisi professionale per esercitare tale mansione. Sebbene gli attuali modelli di riferimento condividano l’importanza di un intervento mirato sulle cause profonde del problema che porta il paziente, il lavoro psicoanalitico presta una particolare enfasi al ruolo dell’inconscio, aspetto che secondo orientamenti diversi come quello breve strategico viene posto in secondo piano, privilegiando principalmente il contenimento e la risoluzione del sintomo. L’analisi dell’inconscio risulta infatti strumento fondamentale per comprendere appieno le dinamiche profonde sottostanti al proprio disagio, per far si che esse vengano elaborate e non si possano ripresentare in un futuro momento critico del ciclo di vita sotto forma di sintomi uguali o diversi.

Dott.ssa Benedetta Mulas Psicologo e Psicoterapeuta a Cagliari

La riproduzione anche parziale è vietata senza previa autorizzazione.

 

 

Richiedi una consulenza online

La consulenza online è gratuita.