Psicologo Psicoterapeuta a Cagliari

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Luscher e il significato simbolico dei colori

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Ognuno di noi esprime la propria identità a partire da semplici gesti di vita quotidiana come la scelta di determinati colori. Max Luscher, noto psicologo svizzero, ha approfondito tale ambito fornendo un importante contributo alla psicologia del colore, grazie all’elaborazione di un test omonimo che tuttora è in grado di evidenziare la correlazione tra la scelta delle diverse tonalità proposte e la personalità individuale.

Il potere del colore nella sintonizzazione emotiva individuale

Non solo Luscher, ma anche altri personaggi illustri provenienti da diversi ambiti si sono occupati nel tempo dell’influenza che il colore è in grado di trasmettere alla psiche individuale. Quest’ultimo è in grado di risuonare dentro di noi, attivando emozioni che richiamano stati d’animo e tratti distintivi peculiari della nostra personalità. In particolare lo psicologo svizzero ha ampliato tale nozione sviluppando il cosiddetto test dei colori, tutt’ora largamente applicato da importanti enti quali la Marina Americana e il Ministero dell’Interno Italiano.

Il test si basa sul modello teorico della psicologia autoregolativa: concetto centrale è la nozione di omeostasi interna, ovvero della naturale tendenza che ciascuno di noi possiede nel raggiungere l’armonia attraverso l’interazione dinamica di quattro strutture emotive di base. Sebbene a livello percettivo ogni colore venga elaborato dall’occhio umano in modo generico e universale, ciò che ci differenzia gli uni dagli altri sta nella valutazione individuale di tale esperienza percettiva, che può essere accettata o rifiutata secondo diversi livelli. Ciò porta ogni individuo a leggere le tonalità contenute nel test sottoforma di una sequenza di diversi colori secondo una percezione propria che può risultare simpatica, indifferente o antipatica nei confronti dei singoli stimoli proposti.

Set cromatici e autoconoscenza: uno strumento per bambini e adulti

Sviluppato al termine degli anni ’50, il test dei colori fu presentatoper la prima volta al Congresso internazionale di psicologia di Losanna. Ad oggi rappresenta uno strumento largamente utilizzato in ambito clinico grazie alla sua versatilità che ben si presta all’impiego con bambini che ancora non hanno acquisito una buona conoscenza del linguaggio scritto, così come con adulti che prediligono stimoli visivi o paraverbali. La scelta dei colori più in sintonia o lontani dal proprio modo di essere può essere fatta a partire da un set composto da otto diverse tonalità, ma anche da schizzi e scarabocchi. Ciascuna tonalità assume una valenza positiva o negativa sulla base della scelta o, nel secondo caso, dell’esclusione di uno specifico colore.

Ad esempio il blu rimanda al colore del mare e racchiude in sé il valore simbolico delle acque calme. Il significato di questa tonalità rimanda, sul piano psicologico, a un temperamento quieto; ciò emerge soprattutto per via dell’influenza che il blu esercita sul sistema nervoso, producendo uno stato di rilassatezza e via di fuga dalle tensioni quotidiane. Diversamente, la percezione visiva del rosso è in grado di scatenare una reazione fisiologica opposta. Si tratta di un colore associato all’energia, la cui visione provoca un aumento dell’attivazione fisiologica, aumentando parametri vitali quali la respirazione e il battito cardiaco. A livello simbolico il rosso rappresenta la forza e la vitalità intese sotto diversi ambiti: non solo slancio all’azione, ma anche produttività lavorativa, competizione e attività sessuale. Non a caso l’esclusione di questa tonalità dal set proposto da Luscher può correlare con una scarsa vivacità, impotenza e riduzione del desiderio sessuale.

Il violetto rappresenta invece una sintesi dell’elemento maschile rappresentato dal rosso e da quello femminile del blu. Secondo l’autore la fusione del maschile e del femminile è associata alla sensualità, all’erotismo e alla trasgressione. Sul piano psicologico simboleggia il potenziale di trasformazione grazie alla compresenza di due poli opposti che si influenzano a vicenda generando un’unica tonalità. Tale fusione viene inoltre letta come il potere di superare i propri limiti, reso possibile dalla tendenza a sintetizzare il soggetto e l’oggetto, permettendo alla persona di raggiungere i propri obiettivi. Di contro, si tratta di una fusione fantastica che ha poco a che fare con la realtà concreta: per questo è una tonalità solitamente apprezzata dai più giovani che tendono a interpretare l’ambiente esterno come uno spazio magico dove tutto è possibile; tendenza che per ovvi motivi dovrebbe risultare poco in linea con persone di età maggiore.

Descritto da Kandinskij come simbolo dell’“immobilità desolata”, il grigio viene letto dallo psicologo svizzero come una tonalità né chiara né scura, il “nulla di tutto”. Il vero tratto distintivo di quest’ultimo è rappresentato proprio dall’assenza di una spinta, di una direzione che avvicina l’individuo all’introversione o l’estroversione. Sul piano psicologico viene associato all’adozione di un atteggiamento neutro, alla volontà di separarsi dall’ambiente esterno relegandosi a una zona di confine che di fatto annulla qualsiasi presa di posizione o partecipazione attiva agli eventi di vita.

Il nero rappresenta l’assenza di luce, la negazione del colore. Sul piano psicologico è correlato con il dire “no”, con la rinuncia e l’abbandono, per questo viene spesso associato a un atteggiamento pessimistico, alla confusione e alla disperazione. Secondo l’autore questa tonalità viene pertanto percepita come sintonica da coloro che attraversano periodi di incertezza o sono alla ricerca di sé stessi.

Nel test di Luscher non compare il bianco, mentre la tonalità ad esso più vicina è rappresentata dal giallo. Si tratta del colore più luminoso tra quelli proposti: simbolo del calore del sole, è una tonalità dotata di forte potenziale evocatore che, come il rosso, aumenta la tensione esterna. Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, l’attivazione fisiologica appare meno costante, solitamente associata a una spinta all’azione verso l’indefinito, il non conosciuto. Simbolicamente è correlato alla luce solare che sprona la persona a raggiungere obiettivi superiori; per questo viene spesso scelto da personalità caratterizzate da desiderio di dominio e forte ambizione. Anche in questo caso Luscher sottolinea come tali aspetti possano raggiungere limiti estremi, associati a qualità negative come la superbia e la presunzione.

Il verde rappresenta invece la costanza nei punti di vista, la fermezza della propria posizione: tutti aspetti per i quali viene spesso scelto come colore in sintonia con individui dotati di forte autostima e sicurezza. Definito dall’autore come simbolo della “tensione elastica” individuale, il verde è associato all’idea di una barriera che separa l’uomo dagli stimoli esterni, consentendogli di padroneggiarli senza risultarne invaso. Solitamente viene scelto da coloro che hanno imparato a condividere e far rispettare i propri punti di vista e che condividono altre caratteristiche associate alla dominazione sugli eventi esterni come la disponibilità all’autocritica e la serenità interiore.

Infine, come il violetto anche il marrone rappresenta un colore combinato. In questo caso il connubio del rosso e del giallo è associato a una ridotta carica vitale, a una condizione nella quale la persona non si percepisce come attiva e dinamica ma appare soprattutto concentrata sul piano sensoriale. Il marrone è correlato con le sensazioni corporee e il benessere psicofisico nel quale rientra anche la soddisfazione sessuale. Pertanto rappresenta il colore più in sintonia con coloro che attraversano periodi di malattia o stati di incertezza che impediscono loro di assumere una posizione attiva e di ripristinare una condizione di benessere non solo a livello interiore ma anche fisiologico.

Dott.ssa Benedetta Mulas Psicologo e Psicoterapeuta a Cagliari

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