Psicologo Psicoterapeuta a Cagliari

Specializzata in psicoterapia individuale e di gruppo

 

Dott.ssa Benedetta Mulas

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La sessualità nella coppia dopo il parto

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Con l’arrivo di un figlio molte coppie sperimentano un periodo di stallo dell’attività sessuale che, in alcuni casi, può addirittura precedere la nascita del bambino. Se da un lato ciò riflette un naturale stadio della vita famigliare, dall’altro tale fase può prolungarsi eccessivamente, scatenando dubbi che alla lunga possono ostacolare il benessere individuale e di coppia.

La famiglia come bacino di cambiamento

La nascita di un figlio rappresenta un evento che inevitabilmente stravolge la vita di entrambi i partner. Questi ultimi sono chiamati a operare una riorganizzazione interna che, a livello psicologico, li porta a modificare la propria rappresentazione mentale assumendo funzioni di cura prima sconosciute. Il passaggio da coniugi a genitori si riflette sulla routine quotidiana e non sempre combacia con le aspettative precedenti all’arrivo del bambino, generando in alcuni casi una minore enfasi sulla sessualità di coppia.

In parte il calo dell’attività sessuale può dipendere da fattori non modificabili nell’immediato. A livello ormonale la donna può avvertire un calo del desiderio già nel periodo della gravidanza e, non di rado, nell’allattamento. La diminuzione del tessuto connettivo e la diminuzione della sensibilità vaginale sono solo alcuni dei numerosi cambiamenti che interessano la donna nel periodo di gestazione, influenzando inevitabilmente i processi di eccitazione e desiderio alla base del rapporto sessuale.

Altri elementi possono influenzare ugualmente il periodo successivo alla nascita in quanto la riduzione delle ore di sonno e lo stress derivante dalla cura del piccolo possono esercitare un effetto negativo sulla qualità della vita dei neogenitori. In alcuni casi si tratta di variabili temporanee, che trascorsa tale fase consentono la ripresa di un’attività sessuale soddisfacente; in altri questa limitazione può protrarsi nel tempo, assumendo caratteristiche strutturate che finiscono per ridurre drasticamente il desiderio dell’altro.

Indubbiamente prendere coscienza della situazione ed agire tempestivamente può aiutare la coppia a ritrovare l’equilibrio perduto. Oltre al confronto tra i coniugi, la psicoterapia può facilitare la comprensione delle dinamiche legate a fattori esterni e difficilmente modificabili come quelli sopra citati, ma anche a riattivare le risorse personali che troppo spesso risultano offuscate dai cambiamenti in atto.

Tra psicoeducazione e ricostruzione della storia di coppia: il ruolo della psicoterapia

La terapia di coppia può aiutare a mettere in luce le dinamiche fisiologiche legate al circolo vizioso: ciò consente, inoltre, di lavorare sulle aspettative e sui pregiudizi culturali che vedono entrambi come sempre pronti e disponibili all’intimità con l’altro.

In realtà solitamente la fase successiva alla nascita è caratterizzata dalla fatica, da una stanchezza che porta la donna a essere iperfocalizzata sul bambino e meno ricettiva ad altri stimoli esterni, incluso l’eccitazione e il raggiungimento dell’orgasmo durante il rapporto. Di conseguenza può diminuire la frequenza e ciò alimenta la tendenza al ritiro del partner, che sentendosi rifiutato limita la richiesta dell’altro. Poiché la sessualità di coppia non si riduce all’appagamento fisiologico ma si nutre di complicità e fantasie condivise, l’effetto secondario è rappresentato da un calo del desiderio reciproco.

Tali dinamiche spesso si manifestano in modo pressoché inconsapevole, tuttavia la loro comprensione può divenire oggetto di lavoro in psicoterapia. Oltre all’importanza di interventi psicoeducativi che consentono di accettare il cambiamento accogliendo elementi interni ed esterni alla coppia, la psicoterapia può facilitare i coniugi in un’attività ancora più determinante nella qualità della propria vita sessuale. Uno dei maggiori problemi, infatti, riguarda l’attribuzione di senso che i partner esercitano sul calo dell’intimità, ovvero la spiegazione che ciascuno dà alla situazione che sta vivendo. La psicoterapia contribuisce a ripristinare una corretta visione della situazione agendo sui processi percettivi e interpretativi; in molti casi, infatti, il calo dell’attività sessuale non viene attribuito alla fase di transizione che la coppia sta attraversando ma a caratteristiche proprie, individuali. Un esempio tipico è rappresentato dal cambiamento inevitabile che la donna attraversa a livello fisiologico già durante la gravidanza: non di rado il calo del desiderio dell’altro viene automaticamente interpretato come l’assunzione di un aspettoesteriore meno femminile ed attraente, spostando l’attenzione dalla dimensione interpersonale a quella individuale.

Il rischio diventa pertanto quello di evitare il rapporto con l’altro, limitandosi ad assumere un’identità di coppia esclusivamente genitoriale. Se da un lato ciò può garantire ai due una lunga storia famigliare alimentata dalla condivisione di un progetto comune rappresentato dalla crescita dei figli, dall’altro ciò comporta una limitazione dei propri bisogni personali ed affettivi.

La psicoterapia può aiutare i neogenitori ad assumere un punto di vista più oggettivo che si riflette sulla dimensione di coppia, riducendo la tendenza ad auto colpevolizzarsi o ad etichettare l’altro come mancante. In parallelo può facilitare la fase di transizione che consente loro di assumere la funzione genitoriale senza tuttavia abbandonare la propria identità di coppia.

In tale senso è fondamentale validare entrambi mettendo in discussione il pregiudizio secondo cui si diventa genitori alla nascita del figlio, inquadrando piuttosto tale trasformazione come un processo in divenire. Come tutti i percorsi anche questa fase può riscontrare ostacoli che richiedono un sostegno emotivo alla propria crescita personale; per questo è importante lavorare sullo sviluppo della funzione genitoriale.

In particolare numerosi studi dimostrano quanto la percezione del sostegno dell’altro e lo stile di attaccamento predominante nel rapporto a due possano agire da fattore protettivo non solo rispetto al calo dei rapporti sessuali, ma anche come elemento in grado di contrastare emozioni negative, stati depressivi e la comparsa di sindromi cliniche come la Depressione Post Partum. In psicoterapia la ricostruzione delle dinamiche interpersonali consente di riattivare importanti risorse dei partner, ripristinando bisogni primari e affettivi alla base della sessualità e dell’intimità di coppia.

Dott.ssa Benedetta Mulas Psicologo e Psicoterapeuta a Cagliari

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