Dott.ssa Benedetta Mulas
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I disturbi da stress post-traumatico (PTSD) rappresentano una risposta psicologica complessa a un evento traumatico o estremamente stressante, che può continuare a influenzare il funzionamento della persona anche a distanza di tempo dall’accaduto. Non si tratta semplicemente di un ricordo difficile, ma di una condizione in cui l’esperienza traumatica sembra rimanere attiva nel presente, interferendo con la percezione di sicurezza e con la regolazione emotiva.
Il trauma può assumere forme diverse: eventi improvvisi, situazioni di pericolo, esperienze di perdita o esposizioni prolungate a condizioni di forte stress. Ciò che accomuna queste esperienze è l’impatto che hanno sulla capacità della mente di integrare ciò che è accaduto, lasciando spesso una sensazione di frammentazione o di iperattivazione interna.
Nel PTSD, la persona può rivivere l’evento attraverso immagini intrusive, pensieri ricorrenti o sensazioni corporee che si riattivano in modo involontario. A questo si può associare un costante stato di allerta, come se il pericolo non fosse mai realmente terminato.
Non tutte le reazioni a un evento traumatico evolvono in un disturbo clinico. È naturale che, dopo esperienze difficili, possano emergere paura, confusione o vulnerabilità emotiva. Tuttavia, il quadro assume rilevanza clinica quando questi vissuti persistono nel tempo e interferiscono con la vita quotidiana.
Un elemento caratteristico è la tendenza all’evitamento. La persona può iniziare a evitare luoghi, situazioni o conversazioni che ricordano l’evento traumatico, con l’obiettivo di ridurre il disagio emotivo. Nel lungo periodo, però, questo evitamento può restringere progressivamente lo spazio di vita, limitando le attività e le relazioni.
Le principali organizzazioni internazionali, come l’National Institute of Mental Health e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziano come il PTSD sia una condizione clinica trattabile, soprattutto quando viene riconosciuta e affrontata precocemente.
Dal punto di vista clinico, il PTSD può essere compreso come una difficoltà nella rielaborazione e integrazione dell’esperienza traumatica. L’evento, invece di essere collocato nel passato, rimane in una sorta di “presente psicologico”, pronto a riattivarsi in risposta a stimoli anche indirettamente collegati.
Questo fenomeno è spesso accompagnato da una forte attivazione fisiologica, che può includere tensione muscolare, alterazioni del sonno e reazioni di allarme improvvise. La mente e il corpo sembrano mantenere un livello di vigilanza costante, come se la minaccia fosse ancora attuale.
Con il tempo, questa condizione può influire profondamente sulla qualità della vita, sulla capacità di fidarsi degli altri e sulla percezione di sicurezza personale.
La psicoterapia rappresenta uno degli interventi fondamentali nel trattamento dei disturbi da stress post-traumatico. Il lavoro clinico non si concentra solo sulla riduzione dei sintomi, ma sulla possibilità di rielaborare l’esperienza traumatica in un contesto sicuro e strutturato.
Il percorso terapeutico consente di dare gradualmente significato a ciò che è accaduto, riducendo la frammentazione delle memorie traumatiche e favorendo una maggiore integrazione dell’esperienza. Questo processo richiede tempi individuali e una relazione terapeutica stabile, in cui la persona possa sentirsi sufficientemente al sicuro per avvicinarsi al proprio vissuto.
All’interno di uno studio di psicoterapia a Cagliari, questo lavoro viene costruito con attenzione alla storia personale e alle specifiche modalità con cui il trauma si è inscritto nella vita della persona. Il primo colloquio rappresenta spesso un momento delicato ma importante, in cui iniziare a dare forma a esperienze che possono essere rimaste a lungo non dette o difficili da nominare.
Per approfondire il tema dei disturbi trattati in ambito clinico, è possibile consultare la pagina dedicata alla Psicoterapia dei disturbi specifici a Cagliari, che offre una panoramica sugli interventi disponibili.
La psicoterapia online può rappresentare una modalità utile per mantenere continuità nel percorso terapeutico, soprattutto in situazioni in cui la presenza in studio non è sempre possibile. Nel trattamento del PTSD, la continuità del lavoro clinico può essere un elemento importante per sostenere il processo di rielaborazione del trauma.
La qualità dell’intervento non dipende esclusivamente dal setting, ma dalla possibilità di costruire una relazione terapeutica stabile in cui la persona possa esplorare il proprio vissuto senza sentirsi sopraffatta.
Nel tempo, questo spazio consente di ridurre progressivamente l’intensità delle risposte traumatiche e di ampliare la capacità di tollerare i ricordi e le emozioni ad essi associati.
Il primo colloquio psicoterapeutico rappresenta un momento di ascolto e orientamento. Non è una valutazione rigida, ma un incontro in cui la persona può iniziare a raccontare la propria esperienza traumatica e il modo in cui questa continua a influenzare la vita presente.
Spesso, questo primo spazio consente di ridurre il senso di isolamento e di iniziare a costruire una cornice di senso condivisa. È anche il momento in cui si avvia la possibilità di trasformare un’esperienza frammentata in un racconto progressivamente più integrato.
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Per informazioni o per iniziare un percorso di psicoterapia a Cagliari o online è possibile accedere al modulo di contatto dello studio, dove vengono fornite indicazioni per la presa in carico e per la richiesta del primo colloquio.
Articolo a cura della Dott.ssa Benedetta Mulas, psicologa e psicoterapeuta a Cagliari.
La consulenza online è gratuita.