Psicologo Psicoterapeuta a Cagliari

Specializzata in psicoterapia individuale e di gruppo

 

Dott.ssa Benedetta Mulas

Via Mameli 49, Cagliari

Tel. +39 349 66 03 960

ADHD negli adulti e adolescenti: comprensione clinica

Sei in:


ADHD negli adulti e adolescenti

Quando attenzione e impulsività diventano una difficoltà stabile

L’ADHD, acronimo di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, è una condizione del neurosviluppo che può manifestarsi sia nell’infanzia sia in età adolescenziale e adulta, assumendo forme diverse nel corso della vita. Non si tratta semplicemente di distrazione o vivacità, ma di una modalità di funzionamento attentivo ed esecutivo che può influenzare in modo significativo la gestione del tempo, la pianificazione e la regolazione degli impulsi.

Negli adolescenti, l’ADHD può emergere attraverso difficoltà scolastiche, fatica nel mantenere la concentrazione e una certa instabilità nei comportamenti quotidiani. Negli adulti, invece, il quadro può diventare più sfumato, spesso mascherato da strategie compensatorie sviluppate nel tempo, ma che richiedono uno sforzo costante per essere mantenute.

In entrambi i casi, ciò che accomuna l’esperienza è la sensazione di fatica nel mantenere continuità e organizzazione, con un impatto che può estendersi alla vita personale, lavorativa e relazionale.

Quando il disturbo diventa significativo

Molte persone possono riconoscersi in alcune caratteristiche dell’ADHD senza che questo implichi necessariamente la presenza di un disturbo clinico. Il passaggio verso una condizione significativa avviene quando le difficoltà attentive e impulsive interferiscono in modo costante con il funzionamento quotidiano e con il raggiungimento degli obiettivi personali.

Un elemento centrale è la discontinuità del funzionamento. La persona può alternare momenti di intensa attivazione mentale a periodi di difficoltà nel portare a termine anche compiti semplici. Questa variabilità non dipende da mancanza di volontà, ma da un diverso assetto dei sistemi attentivi ed esecutivi.

Le principali linee guida internazionali, come quelle del National Institute of Mental Health e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziano come l’ADHD possa persistere anche in età adulta, influenzando in modo significativo la qualità della vita se non adeguatamente riconosciuto e trattato.

ADHD negli adulti: una diagnosi spesso tardiva

Negli adulti, l’ADHD può essere riconosciuto solo dopo anni di difficoltà percepite come disorganizzazione personale o scarsa capacità di concentrazione. In realtà, molte persone hanno sviluppato nel tempo strategie di adattamento che, pur consentendo una certa funzionalità, richiedono un notevole dispendio di energia mentale.

La sensazione di essere costantemente “in ritardo”, di iniziare molte attività senza riuscire a completarle o di perdere facilmente il filo dei pensieri può diventare fonte di frustrazione e autocritica. Questo può influire sull’autostima e sulle relazioni, generando un vissuto di inadeguatezza che non riflette la reale natura della difficoltà.

Comprendere l’ADHD in età adulta significa quindi spostare lo sguardo dalla colpa alla comprensione del funzionamento neuropsicologico, aprendo la possibilità di costruire strategie più efficaci e sostenibili.

ADHD negli adolescenti e impatto sullo sviluppo

Nell’adolescenza, l’ADHD può assumere forme particolarmente evidenti, soprattutto in contesti scolastici e sociali che richiedono attenzione sostenuta e capacità di autoregolazione. Le difficoltà non riguardano solo lo studio, ma anche la gestione delle emozioni e delle relazioni con i pari.

In questa fase della vita, il rischio principale è che le difficoltà vengano interpretate esclusivamente come problemi comportamentali, senza considerare la componente neuropsicologica sottostante. Questo può contribuire a vissuti di incomprensione e a un senso di frustrazione sia nel ragazzo che nel contesto familiare e scolastico.

Il ruolo della psicoterapia nella gestione dell’ADHD

La psicoterapia rappresenta un intervento fondamentale nel supporto all’ADHD, sia negli adolescenti che negli adulti. Il lavoro terapeutico non si limita alla gestione dei sintomi, ma mira a costruire una maggiore consapevolezza del proprio funzionamento e a sviluppare strategie di regolazione più efficaci.

Attraverso il percorso psicoterapeutico, è possibile lavorare sulla pianificazione, sulla gestione del tempo e sulla regolazione dell’attenzione, ma anche sugli aspetti emotivi che spesso accompagnano il disturbo, come la frustrazione o la tendenza all’autocritica.

All’interno di uno studio di psicoterapia a Cagliari, questo lavoro viene costruito in modo graduale e personalizzato, tenendo conto della storia individuale e delle specifiche difficoltà della persona. Il primo colloquio assume un ruolo importante, poiché consente di iniziare a dare forma a esperienze spesso vissute come frammentate o difficili da comprendere.

Per approfondire il tema dei disturbi trattati in ambito clinico, è possibile consultare la pagina dedicata alla Psicoterapia dei disturbi specifici a Cagliari, dove vengono descritti i principali percorsi di intervento.

Psicoterapia online e continuità del supporto

La psicoterapia online può rappresentare una modalità utile per garantire continuità al percorso, soprattutto per persone con difficoltà organizzative o con ritmi di vita particolarmente complessi. Nel caso dell’ADHD, la possibilità di accedere al supporto anche a distanza può facilitare la regolarità degli incontri e il mantenimento del lavoro terapeutico nel tempo.

La qualità del percorso non dipende esclusivamente dal setting, ma dalla possibilità di costruire una relazione stabile in cui osservare e comprendere il proprio funzionamento senza giudizio.

In questo spazio, anche le difficoltà attentive e organizzative possono essere osservate con maggiore chiarezza, favorendo l’apprendimento di strategie più funzionali nella vita quotidiana.

Il valore del primo colloquio

Il primo colloquio psicoterapeutico rappresenta un momento di ascolto e di orientamento. Non si tratta di una valutazione rigida, ma di uno spazio in cui la persona può iniziare a raccontare la propria esperienza di difficoltà, spesso caratterizzata da anni di tentativi di adattamento.

In molti casi, questo primo incontro consente di ridurre il senso di confusione e di iniziare a collegare tra loro elementi che fino a quel momento erano percepiti come isolati. È un passaggio importante per avviare un percorso di comprensione più strutturato.

Link interni a contenuti correlati: Attenzione e funzioni esecutive, Regolazione dell’impulsività

Contatti

Per informazioni o per iniziare un percorso di psicoterapia a Cagliari o online è possibile accedere al modulo di contatto dello studio, dove vengono fornite indicazioni per la presa in carico e per la richiesta del primo colloquio.

Modulo di contatto

Articolo a cura della Dott.ssa Benedetta Mulas, psicologa e psicoterapeuta a Cagliari.

 

 

Richiedi una consulenza online

La consulenza online è gratuita.