Psicologo Psicoterapeuta a Cagliari

Specializzata in psicoterapia individuale e di gruppo

 

Dott.ssa Benedetta Mulas

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I meccanismi di difesa: la sublimazione

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Le esperienze legate alla vita di tutti i giorni ci portano ad attivare meccanismi di difesa fondamentali per ridurre il conflitto psichicoe preservare bisogni primari come l’interazione con l’altro e l’appartenenza a una comunità di riferimento. La sublimazione rappresenta un importante risorsa che consente all’individuo di soddisfare bisogni di natura pulsionale in modo sano, spostandone l’espressione su obiettivi socialmente accettabili.

Cos’è la sublimazione

La parola sublimazione ha origine dal latino sublimare, ovvero “rendere sublime, elevare”. Nell’accezione psicoanalitica questo concetto viene impiegato per indicare la conversione delle pulsioni di natura aggressiva o sessuale, considerate socialmente inaccettabili, in attività di altro tipo che non pongono l’individuo in contrasto con le norme esterne o con i valori della comunità di appartenenza.

Secondo Freud l’educazione impartita dalle figure genitoriali non è sufficiente a confinare la spinta pulsionale che ogni individuo percepisce sin dai primi anni di vita. 

Meccanismi di difesa come la sublimazione possiedono pertanto la funzione di agire come barriera per il soddisfacimento di tali impulsi. La loro percezione si associa all’attivazione dei cosiddetti moti di reazione, ovvero forze psichiche opposte che reprimono i primi attraverso la morale e il pudore. 

Gli istinti di natura sessuale o aggressiva rappresentano per l’individuo una minaccia alla comunità di appartenenza di cui i genitori rappresentano la prima struttura sociale. Inizialmente il conflitto tra l’attivazione di tali istinti e le norme sociali viene pertanto diretto sui genitori; successivamente con la crescita il bambino interiorizza regole e valori sociali e il conflitto che in precedenza riguardava la persona e il proprio ambiente sociale passa alla dimensione intrapsichica. Ciò coincide con la progressiva strutturazione del Super Io, bacino di valori sociali e morali, e dell’Io: l’energia libidica viene così distolta dalla meta sessuale, la sua natura diviene desessualizzata e mediata dall’Io per poi esprimersi in contesti e attività diverse come quelle artistiche o scientifiche. Il processo di desessualizzazione porta comunque con sé una certa quota di perdita della soddisfazione e tale sensazione di inappagamento può essere inquadrata come un compromesso tra la libera espressione delle proprie pulsioni e l’adesione ai valori sociali.

La sublimazione consente all’individuo di attuare comportamenti funzionali perché coerenti con le richieste dell’ambiente sociale. Le stesse azioni che gli consentono di dare sfogo all’energia libidinosa si configurano come un dono che l’individuo offre alla società di appartenenza come può accadere nel caso di un chirurgo che investe le proprie pulsioni su un’attività necessaria per l’intera comunità. Non a caso, il termine è impiegato in ambito fisico e chimico per rappresentare la trasformazione dei materiali grezzi in qualcosa di più elevato. In psicoanalisi tale metafora evidenzia la funzione protettiva di questo meccanismo di difesa che si esprime mediante la conversione di impulsi istintivi verso mete superiori, più sofisticate e utili per l’ambiente sociale.

La natura funzionale e l’utilità della sublimazione

Anna Freud ha sottolineato la natura funzionale di questo meccanismo di difesa, distogliendo l’attenzione dagli istinti primitivi, ovvero da quello che all’epoca rappresentava il tema centrale, per focalizzarsi maggiormente sull’Io ovvero sull’istanza deputata alla loro espressione funzionale. Un secondo contributo offerto dalla figlia del celebre psicoanalista riguarda l’aver evidenziato come la sublimazione entri in azione non solo perché attivata dal conflitto intrapsichico quanto piuttosto come una risposta adattiva agli stimoli ambientali. 

La sublimazione rappresenta una strategia mentale più sofisticata rispetto ad altri meccanismi di difesa. A differenza di quanto accade nella rimozione e nella negazione, la sublimazione consente alla persona di fronteggiare i propri istinti conflittuali non reprimendoli, ma sfruttandone la carica pulsionale e permettendole di soddisfarli attraverso attività più gratificanti e non distruttive.

Infine, questo meccanismo di difesa permette all’individuo di esprimere e mantenere i tratti principali della personalità poiché conserva processi più infantili ed istintuali anche in età adulta e permette di utilizzare l’energia associata come un motore, ovvero come una sorta di benzina che alimenta le attività verso cui dirige la propria carica interna.

Il percorso psicoterapico può aiutare la persona a identificare tali spinte e a selezionare modalità più efficaci per garantirne un’espressione libera ma funzionale. In tale senso la sublimazione viene intesa come la possibilità di trasformare il conflitto in comportamenti creativi ed efficaci. 

Ciò è reso possibile dalla funzione principale di questo meccanismo di difesa, ovvero la rielaborazione del conflitto che viene reinterpretato in ottica più positiva e realistica, preservando la persona dal rischio di sviluppare sintomi nevrotici associati a modalità distruttive di espressione del proprio conflitto interno. L’intervento psicoterapico consente di favorire una migliore strutturazione dell’Io e, di conseguenza, una maggiore adesione al principio di realtà. In questo modo terapeuta e paziente lavorano insieme per facilitare tali processi, permettendo alla persona di riallacciare la frustrazione associata all’eventuale presenza di desideri rimasti a lungo inappagati e di individuare modalità di espressione che possano assicurarne il soddisfacimento senza intaccare divieti o norme sociali.

Il fine ultimo del percorso psicoterapico ovviamente non è la trasformazione totale dell’individuo, la cui struttura di personalità mantiene comunque tali elementi nel tempo, quanto piuttosto la possibilità di accettare tutte le componenti che definiscono il funzionamento individuale e di identificare migliori possibilità di controllo e gestione di tali processi.

Dott.ssa Benedetta Mulas Psicologo e Psicoterapeuta a Cagliari

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